​ANALISI CONGIUNTURALE


Il 2016 è stato un anno positivo per la chimica organica di base, che ha mostrato una modesta crescita, associata anche a un maggiore recupero di marginalità rispetto all’anno precedente. La maggior parte degli operatori ha registrato risultati positivi e un generale recupero di competitività. I fattori macroeconomici che hanno contribuito a consolidare questa tendenza sono stati il basso costo delle materie prime e conseguentemente dell’energia, il rallentamento di investimenti negli USA nel settore della chimica di base e la debolezza dell’euro rispetto al dollaro.
Nel comparto della chimica inorganica di base, nel 2016, in Italia, la domanda relativa ai chemicals del settore cloro-soda è rimasta sostanzialmente stabile, su valori analoghi a quelli del 2015. Volendo citare i principali utilizzi industriali, si evidenzia la stabilità delle costruzioni e dei settori collegati (quali il metallurgico), la ripresa del farmaceutico e del chimico ed energia, la stabilità dell’ambiente. A livello europeo, nel 2016, si è assistito ad una domanda ancora fragile dei chemicals del settore cloro-soda, in leggera riduzione rispetto ai valori del 2015. Le esportazioni di soda caustica dall’Europa si sono ridotte di circa il 5%, mentre si segnala in aumento, nello stesso periodo, la quota dell’import. La produzione di cloro in Europa, nel 2016, ha mostrato una riduzione di circa il 3% rispetto al 2015, a seguito di importanti manutenzioni o disservizi agli impianti produttivi. Nel 2016, il mercato internazionale dell’acido solforico è stato caratterizzato da una progressiva erosione dei consumi sia nell’Europa Nord Occidentale sia in Cile sempre più marcata e legata all’andamento della produzione di metalli. L’Europa ha subìto più di ogni altro la riduzione della domanda sudamericana, solo in parte controbilanciata da una crescente richiesta da parte del Marocco. A fronte di tale situazione in ambito internazionale, il mercato dell’acido solforico italiano è risultato in sostanziale stagnazione. Per quanto riguarda la produzione in Italia di altre sostanze di chimica inorganica di base (carbonato e bicarbonato di sodio, cloruro di calcio, perossido di idrogeno, percarbonato di sodio), il 2016 si è chiuso con un aumento di circa l’1%, malgrado la chiusura dell’unico impianto di percarbonato di sodio presente in Italia.
Passando al settore dei tensioattivi, il 2016 si è concluso con consumi in linea/lievemente superiori rispetto all’anno precedente.La produzione italiana è stata allineata ai consumi.