​ANALISI CONGIUNTURALE


Nel 2018, l’industria della chimica organica di base ha presentato un andamento positivo per i primi 6 mesi dell’anno, iniziando a dare segni di cedimento nel terzo trimestre e con un quarto trimestre che ha registrato a livello globale una più marcata tendenza al ribasso. Questa evoluzione è stata confermata anche dall’indice IFO Business Climate e dall’indice del clima di fiducia delle imprese riportato dall’Istat, dove tutti i settori analizzati, manifatturiero, costruzioni servizi hanno mostrato una contrazione. Tra gli elementi di instabilità che hanno caratterizzato il 2018, vi sono: le nuove politiche protezionistiche con i dazi fra Usa e Cina, l’incognita Brexit e le nuove tematiche sulla sostenibilità delle materie plastiche. Passando al comparto della chimica inorganica di base, nel 2018, lo scenario europeo degli impianti di produzione cloro-soda, è stato caratterizzato dalla messa al bando delle produzioni a mercurio, da cui è conseguito un notevole cambiamento della situazione degli impianti in esercizio, che ha portato ad una riduzione di circa il 7% delle relative produzioni. In Italia, la domanda relativa alle principali sostanze chimiche del settore cloro-soda (soda caustica, acido cloridrico ed ipoclorito di sodio) ha continuato la sua fase di consolidamento. Tutti i settori industriali ne sono stati interessati, pur con trend specifici da settore a settore. La produzione nazionale di sostanze chimiche del settore cloro-soda è rimasta stabile. Nel corso del 2018, e in maniera più marcata dal secondo trimestre, il mercato dell’acido solforico in Italia e, in particolare, a livello internazionale, è stato caratterizzato da un ritorno alla crescita dei consumi. Sono risultate decisamente positive le esportazioni, grazie alla ripresa della domanda nei settori metallurgico e dei fertilizzanti, del mercato mediterraneo, in primis in Marocco, seguito dalla Turchia, grazie ad una ripresa dei consumi interni, e di quello sudamericano, trainato dal settore metallurgico. In relazione all'andamento delle produzioni in Italia di altre sostanze di chimica inorganica di base (carbonato e bicarbonato di sodio, cloruro di calcio, perossido di idrogeno), il 2018 ha registrato una flessione quantificabile nel 2,5%. Per il settore dei tensioattivi, il 2018 ha evidenziato un leggero aumento dei consumi. I prezzi sono stati saldamente ancorati all’andamento delle principali materie prime come i derivati del petrolio (keroseni) e quelli degli oli di origine naturale. La produzione italiana è stata allineata ai consumi